Mamma mia, che viaggio!
Termina il nostro lavoro per la rassegna SOTTOCASA 2026. Sono stati mesi intensi, bellissimi, pieni di arte e creatività (ma anche di logistica e collaborazione!).
Chiude quindi la rassegna ideata e curata da Sguardi In Camera, a cui abbiamo avuto il piacere di partecipare per la prima volta con la nostra attività “La tua storia, il tuo ritratto”: la cura della sezione dedicata alla ritrattistica, due sessioni di ritratto contemporaneo nello spazio pubblico e uno scambio simbolico tra fotografie nuove e immagini d’archivio familiare.

Ripensandoci ora, è stato un percorso intenso. Dopo il workshop preparatorio tenuto dalla nostra co-fondatrice Alice Naso, sono arrivati i due shooting: uno in piazza Medaglie d’Oro, uno in viale Farini, più di un centinaio di ritratti raccolti e due mostre en plein air (o diffuse, come ci piace chiamarle!) lungo le strade della città.

Questa produzione incredibile la chiamiamo, con affetto, “ritratti sotto sforzo”: ovvero scatti realizzati all’aperto ma con un fondale, con la luce del sole che cambiava di continuo, le ombre, il vento che a tratti rovesciava il set e un viavai di persone che si fermavano a chiederci cosa stessimo facendo. Abbiamo prodotto talmente tante immagini che solo una parte ha visto la luce, e anche la selezione l’abbiamo fatta insieme ai soci e ai fotografi che quei ritratti li avevano scattati: ragionando bene, ogni volta, su cosa avesse davvero senso portare in scena.

E ora che si chiude, restano i ringraziamenti… che non sono mai abbastanza e mai abbastanza scontati.
Innanzitutto ai nostri soci, fotografi e non, che si sono messi in gioco in una cosa tutt’altro che semplice: ritrarre degli sconosciuti per strada. Il set e la preparazione teorica avranno pure aiutato, ma è stata la loro sensibilità umana a permettere davvero la riuscita del progetto. Grazie a Michele Fuschini, Lorenzo Drei, Martina Trentini, Kateryna Ostapiuk, Delia De Francesco, Valentina Ravaglia ed Elena Fiore.




Grazie a Sguardi In Camera, per aver visto del potenziale nella nostra associazione e per aver sostenuto l’iniziativa dall’inizio alla fine e in particolare ai nostri referenti Silvia e Giuseppe, per la loro preziosa funzione di “ponte umano”.
E grazie a tutte le persone che hanno risposto alla chiamata: chi è passato a farsi fotografare, mettendosi in gioco davanti all’obiettivo, e chi ha presenziato alle inaugurazioni.
Chiudiamo con la frase di una visitatrice, che ci è rimasta dentro più di tutte:
“Vi ringrazio perché sono di Ravenna e non mi sono mai fermata così tanto in viale Farini.”
Quando la cittadinanza risponde così, vuol dire che l’obiettivo è stato raggiunto: abbiamo portato un po’ d’arte in città, proprio nei luoghi di passaggio.
AD MAIORA!


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